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Trazione anteriore e posteriore, cosa cambia

Pubblicato il 21 October 2014

Differenze delle configurazioni che identificano la trasmissione della coppia del motore alle ruote motrici. Cadono pure i “miti” del passato

La disposizione e l’abbinamento degli organi meccanici fondamentali, motore e trasmissione, costituiscono un aspetto fondamentale nell’identificazione delle varie tipologie di auto. Esistono diverse combinazioni: motore e trazione anteriori, motore anteriore e trazione posteriore, motore e trazione posteriori, motore anteriore o posteriore e trazione integrale. Più rara (adottata in particolare su vetture di marcata vocazione sportiva) è la soluzione con motore centrale, posto dietro l’abitacolo e davanti l’asse delle ruote posteriori.

DAVANTI. La trazione anteriore, che identifica la trasmissione della coppia del motore direttamente alle ruote anteriori, ha caratterizzato inizialmente soprattutto le auto di piccola e media cilindrata, poiché permette di contenere i costi di produzione e aumentare lo spazio all’interno della vettura. L’assenza dell’albero di trasmissione, che nelle auto a motore anteriore e trazione posteriore attraversa tutto l’abitacolo, si traduce in un minor peso del veicolo e in una migliore abitabilità. Per lungo tempo, però, la trazione anteriore ha equipaggiato macchine con una potenza limitata. Questa disposizione meccanica determina infatti pesantezza dello sterzo, reazioni brusche al volante, tendenza al pattinamento delle ruote motrici in fase di accelerazione (a causa di un trasferimento di carico sull’asse posteriore), maggiore usura degli pneumatici anteriori, forti sollecitazioni sui semiassi, elevato diametro di sterzata. I progressi tecnici e l’elettronica hanno permesso di superare questi problemi tecnici e reso possibile l’adozione della trazione anteriore anche per le auto di potenza elevata.

DIETRO. La trazione posteriore identifica la trasmissione della coppia del motore direttamente alle ruote posteriori. Oggi equipaggia prevalentemente le vetture del segmento premium o d’impostazione sportiva. Anche in questo caso, lo sviluppo di dispositivi elettronici, come l’Esp, ha consentito di superarne i limiti strutturali. Ad esempio, la difficoltà di tenuta del veicolo su strade a scarsa aderenza.

FALSI MITI. La tradizionale schematizzazione che attribuiva alla trazione anteriore un comportamento tipicamente sottosterzante (tendenza del veicolo, in curva, ad “allargare il muso” e andare verso l’esterno) e a quella posteriore un comportamento naturalmente sovrasterzante (il veicolo in curva tende a chiudere la traiettoria, curvando di più e spingendo l’auto verso l’interno) è adesso mitigata dall’introduzione dei sistemi elettronici di controllo. Inoltre, la possibilità di ottimizzare la distribuzione dei pesi in fase di progettazione, grazie ai software di simulazione, facilita l’eliminazione di questi “difetti”. Il livello di perfezionamento raggiunto e l’utilizzo di sospensioni sempre più raffinate fanno sì che il comportamento di una vettura sulla strada sia più influenzato dal conducente che dalla disposizione degli organi meccanici.

La redazione di Checkstar24