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Tagliando auto, come risparmiare

Pubblicato il 10 June 2014

In passato, per effettuare i periodici tagliandi di verifica richiesti dal costruttore senza perdere la validità della garanzia, gli automobilisti dovevano rivolgersi solo ai concessionari ufficiali della Casa madre del veicolo, sostenendo costi molto elevati. Con il decreto Monti non è più così

Fino al 2002, per effettuare i tagliandi e le riparazioni in garanzia bisognava rivolgersi esclusivamente ai concessionari ufficiali della Casa costruttrice del veicolo. Pena la perdita della garanzia stessa. Con l’approvazione del Regolamento (CE) n. 1400/2002, conosciuto anche come decreto Monti (dal nome di Mario Monti, a quei tempi commissario europeo) o legge Ber (Block Exemption Rule), lo scenario è cambiato. Gli automobilisti possono rivolgersi a officine indipendenti per effettuare interventi in garanzia, senza il timore di perderla. Decade quindi l’obbligo di eseguire tagliandi e riparazioni ordinarie solo nel concessionario ufficiale della Casa produttrice dell’auto. Un vantaggio per l’automobilista, che ha un ventaglio di scelte più ampio e la possibilità di valutare il preventivo che più si avvicina alle proprie esigenze. La normativa è valida in tutti gli Stati Membri dell’Unione europea ed è stata prolungata fino al 2023 con l’emanazione del Regolamento (UE) n. 461/2010.
PALETTI. Le officine indipendenti devono però rispettare alcuni vincoli: l’utilizzo di ricambi di qualità equivalente all’originale (omologati e certificati), il rispetto delle istruzioni e delle procedure indicate dalla Casa madre del veicolo per le operazioni di manutenzione e riparazione, la corretta documentazione degli intervalli e dei controlli effettuati (attraverso i timbri sul libretto di manutenzione). L’ex decreto Monti conferisce ai ricambi omologati la stessa dignità di quelli originali. Spesso, infatti, si tratta degli stessi pezzi prodotti da aziende specializzate. L’unica differenza sta nel marchio applicato dalle Case automobilistiche. Grazie alla normativa europea, così, si evitano ulteriori passaggi che comportano solo rincari per gli automobilisti. Il Regolamento (UE) n. 461/2010 assicura inoltre un accesso più semplice da parte dei riparatori indipendenti a una serie di informazioni e strumentazioni tecniche fondamentali (come istruzioni, manuali, sistemi di diagnostica, corsi di formazione, attrezzature di collaudo) per le riparazioni delle auto. Insomma, una boccata d’ossigeno per la libera concorrenza nel settore, ma anche per i portafogli degli automobilisti.

La redazione di Checkstar24