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Pneumatici sgonfi? I costi aumentano

Pressione gomme

Pubblicato il 17 October 2014

La pressione di gonfiaggio influisce sul consumo di carburante e sulla tenuta di strada dell’auto, con ripercussioni anche sull’usura stessa della gomma. Meglio un controllo periodico, almeno una volta al mese e a freddo
Si tende spesso a prenderla sottogamba, compromettendo però la stabilità della vettura, peggiorando il consumo di carburante e deteriorando di più lo pneumatico stesso. La pressione delle gomme va controllata regolarmente. Almeno una volta al mese, a freddo (dopo qualche decina di chilometri l’aria all’interno si scalda e il valore aumenta di circa 0,3 bar) e rispettando le prescrizioni delle Case automobilistiche, che indicano il corretto valore di gonfiaggio nel libretto di uso e manutenzione del veicolo. È quello che assicura il miglior comportamento della macchina su strada, ma anche il consumo ottimale di carburante e delle stesse gomme.

CALO FISIOLOGICO. La diminuzione della pressione degli pneumatici è inevitabile: in media 0,1 bar ogni mese. L’aria presente all’interno fuoriesce infatti attraverso la valvola, il tallone (l’area di contatto tra il cerchio e lo pneumatico) e la microporosità della gomma. È necessario quindi un controllo periodico. Non facendolo, si rischia di veder impennare i consumi di carburante (la capacità di rotolamento è parecchio ridotta con le gomme sgonfie): si va da un minimo del 3% a un massimo del 15%, con un analogo riflesso sulle emissioni nell’aria. Non solo. Si compromette anche la tenuta di strada e si accelera l’usura del battistrada, che si deteriora in modo non uniforme a causa di un’impronta a terra irregolare (le spalle si usurano di più rispetto al centro). Uno pneumatico sgonfio, inoltre, si deforma maggiormente nell’affrontare un ostacolo o una buca sulla carreggiata. Il rischio è quello di danneggiare il cerchio e lo stesso fianco della gomma. Oltre che un costo, quindi, un rischio per la sicurezza.

SEGNALI. Accorgersi a occhio che una gomma è “giù di pressione” è difficile, a meno che la perdita d’aria sia già cospicua e significativa. Per i più sensibili, è più facile avvertire una minore precisione della guida in curva (la macchina tende ad allargare la traiettoria) e un maggiore “molleggio” sui fondi sconnessi. Quando invece il calo di pressione si nota a vista d’occhio, allora significa che è già tardi.

La redazione di Checkstar24