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Gpl e metano, istruzioni per l’uso

Pubblicato il 10 December 2014

Guardando solo al prezzo, non dovrebbero esserci dubbi. Ma bisogna considerare anche altri fattori nell’acquisto di un’auto a gas. Qualche consiglio per una scelta ragionata Da qualche anno le auto a gas sono salite alla ribalta. Colpa dei continui rincari di benzina e gasolio. In Italia circolano 1.943.722 macchine a Gpl e 773.539 a metano (secondo gli ultimi dati del 2013). Un numero crescente, frutto della ricerca del risparmio a tutti i costi. Con l’alimentazione a gas si può risparmiare, ma per calcolare il guadagno reale non ci si deve fermare al fatto che si spende meno per il carburante. FACCIAMO BENE I CONTI. Prima di tutto, bisogna verificare la differenza fra i prezzi di partenza delle varie versioni. Se la forbice è notevole, occorrono diverse decine di migliaia di chilometri per recuperare quanto sborsato in più al momento dell’acquisto. Ma vanno considerati anche altri fattori. È vero infatti che il pieno costa poco, ma si deve anche considerare che, a parità di motore, l’alimentazione a Gpl comporta consumi superiori rispetto a quella a benzina o gasolio. Occhio, poi, nel confrontare i prezzi di Gpl e metano: il primo si misura in litri, il secondo invece in chili. E un litro di Gpl pesa circa mezzo chilogrammo. MANUTENZIONE. Oggi le vetture a Gpl omologate dalle Case automobilistiche adottano valvole (e relative sedi) rinforzate rispetto a quelle delle versioni a benzina. Diversa è la situazione se la trasformazione viene effettuata a posteriori, su un motore non predisposto in origine a sopportare la temperatura di combustione più alta e il minor potere lubrificante rispetto alla benzina. Si rischiano tagliandi più onerosi o, peggio, un’usura precoce delle valvole. GARANZIA. Se l’impianto a gas è installato in aftermarket, la garanzia del costruttore dell’auto decade (almeno per quanto riguarda il motore e il suo dispositivo di alimentazione). In caso di malfunzionamenti, ci si può rivalere solo sull’officina che ha effettuato la trasformazione. Ci sono poi dei casi in cui è sconsigliata l’installazione (su veicoli con motori “a rischio”, considerati inadatti a sopportare il maggiore stress dell’alimentazione a gas, a seguito delle verifiche preventive da parte dell’officina) oppure è preferibile l’uso di un additivo specifico per limitare l’usura degli organi interni dei propulsori. Insomma, prima di procedere alla trasformazione, meglio farsi due conti e informarsi a fondo. La redazione di Checkstar24