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Climatizzatore, i sintomi da non sottovalutare

Pubblicato il 21 October 2014

Se vi accorgete che dalle bocchette di areazione non esce aria fredda, portate l’auto in officina. Non è detto che occorra una spesa ingente. Potrebbero bastare poche decine di euro. Ma se trascurate i segnali, i costi rischiano di impennarsi

Non è solo una questione di comfort, all’interno di un abitacolo rovente anche la concentrazione potrebbe risentirne. Se avete l’impressione che il climatizzatore della vostra auto non raffreddi bene (ad esempio, pur facendolo lavorare al massimo, dalle bocchette di areazione non esce aria fredda), meglio un salto in officina per un controllo. Non è detto che occorra spendere parecchio per rimetterlo in efficienza: potrebbe essere, infatti, il segnale che sta per finire il gas refrigerante nell’impianto. Con una cinquantina di euro, la macchina è pronta ad affrontare il solleone. Se però si prende il sintomo sottogamba, l’entità del danno potrebbe lievitare a dismisura: il compressore (cuore dell’impianto di climatizzazione) rischia di rompersi nel caso in cui la quantità del refrigerante presente nell’impianto sia troppo bassa, facendo così schizzare verso l’alto i conseguenti costi del danno (circa mille euro).

PERDITE. Se, dopo aver verificato (con l’apposita apparecchiatura) la quantità di gas refrigerante presente nei condotti, il meccanico sospetta che ci sia una perdita, bisogna individuarla (tramite strumenti “cercafughe”) e ripararla subito. Altrimenti il problema si ripresenterà a breve. In generale, comunque, il gas tende a sfuggire poco alla volta. Quindi, anche in assenza di perdite evidenti, è consigliabile un’ispezione ogni due anni.

La redazione di Checkstar24